Tribute Collection Versace a La Rinascente – La Serie Tv Che Parla di Lui

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“Versace on the floor”…
dice il testo della canzone di Bruno Mars. Ma parlava di un vestito sul pavimento, non era un triste riferimento alla cronaca dello stilista.

Da un po’ di giorni, camminando in Piazza Duomo a Milano, percorrendo la lunga sfilata di vetrine luccicanti di “La Rinascente“, è possibile respirare un’aria piena di lui.
Splendida la Tribute Collection dedicata a Versace, un nome e un’icona, tante vetrine dedicate a lui e alle sue creazioni, alla sua personalità e al suo genio.

Fra paillettes e brillantini, stampe di Vogue e riferimenti ad Andy Warhol, completi maschili marchiati dall’inconfondibile simbolo della greca dorata, nella superba celebrazione del suo inconfondibile stile barocco e lussureggiante.

In questo periodo sto vedendo la serie “The assassination of Gianni Versace“, parte delle collezioni “American Crime Story” in onda su Sky, con un cast stellare composto da: Edgar Ramìrez, Darren Criss, Ricky Martin e Penélope Cruz.

Da appassionata di moda e di tv, non potevo perdermi l’occasione di conoscere qualcosa in più di un personaggio diventato icona della moda mondiale, anche se si sa che come al solito, dalle trasposizioni cinematografiche emergono le polemiche, le critiche, le diffide da parte chi quegli episodi li ha vissuti sulla propria pelle e non è mai contento di come non vengano magari “riportati fedelmente”. Tuttavia, la serie è magistralmente interpretata da un protagonista somigliantissimo all’originale e dagli altri attori, c’è tensione, c’è suspence, c’è il mix di colori e musiche anni ’90 e soprattutto, lascia emerge un’immagine di Versace bella e quasi magica, nelle sue contraddizioni.

L’immagine di un designer nato, come dice Penèlope Cruz nel ruolo di Donatella, “da quel piccolo negozio in legno in Via della Spiga…”, e brutalmente assassinato sugli scalini della sua villa di Miami dall’esaltato Andrew Cunanan.
Le serie tendono sempre a romanzare la realtà, ma quello che sto conoscendo di Versace mi sta piacendo, la sua filosofia della moda che traspare è quella di un uomo creativo, che aveva voglia di vivere e che voleva delle modelle che fossero felici, che esprimessero gioia e femminilità, “delle donne che mangiano, che si divertono, che fanno l’amore”, al contrario di quelle di oggi, tristi, magrissime e, spesso, inespressive.
Un uomo che si godeva la vita che si era guadagnato, la vita che la sua “Medusa” gli aveva regalato, l’icona della sua maison che come lui racconta nella serie, era un simbolo che vide nel suo paese mentre giocava da piccolo. Un uomo che era terribilmente affascinato dalla bellezza, quella stessa bellezza che forse lo ha tradito e gli è costata la vita.

La serie continua poi analizzando tutti i casi di omicidio attribuiti al pazzoide Cunanan che Versace aveva avuto la sfortuna di incontrare e frequentare.

Una storia affascinante, di un uomo come tanti, partito da poco e diventato un’icona e che, come molti, ha fatto una triste fine.

E voi lo state seguendo? Cosa ne pensate?

Nel frattempo Bruno continua a cantare… “Ooh I love that dress, but you won’t need it anymore…No you won’t need it no more…Versace on the floor…”
che anche se non lo è, sembra essere un tragico specchio della scena finale di questa triste storia.

 

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